“d.p.r. n. 74/2013, stabilisce che  controllo e la manutenzione dell’impianto spettano alla figura del responsabile che è stata individuata ne «l’occupante, a qualsiasi titolo, in caso di singole unità immobiliari residenziali; il proprietario, in caso di singole unità non locate”

Vediamo quindi come si dividono le SPESE DI MANUTENZIONE. La legge aiuta, ART. l’art. 1576 c.c., infatti, stabilisce che durante la locazione, il locatore (il proprietario) debba eseguire tutte le riparazioni necessarie, eccettuate quelle di piccola manutenzione che sono a carico del conduttore (l’inquilino).

MA NELLA REALTÀ CHE VUOL DIRE?

LA CASSAZIONE è stata più utile spiegando intanto che paga il proprietario tutti i guasti relativi agli impianti interni (elettrico, idrico, termico), perché manca il contatto diretto dell’inquilino. Quindi tanto per chiarire se si rompe qualche meccanismo non esterno. NON SI DISCUTE paga PROPRIETARIO.

Meccanismi ESTERNI se rottura dovuta ad un uso non appropriato PAGA CHI L’HA USATA MALE. Se dovuto a USURA O VECCHIAI paga il PROPRIETARIO

PRO-MEMORIA SPESE INQUILINO

Piccole riparazioni dovute all’uso quotidiano;

Sostituzione di apparecchiature dovute a danno accidentale;

Pulizia annuale;

Spese di accensione stagionale dell’impianto e messa a riposo

PROPRIETARIO

Sostituzione della caldaia;

Installazione;

Rifacimento e manutenzione impianti di produzione dell’acqua e di condizionamento;

Installazione e sostituzione contatori;

Spese per l’adeguamento alla legge.

Se deve essere cambiata inquilino lo chiede, e se il proprietario non provvede. L’INQUILINO LA PUÒ CAMBIARE e RICHIEDERE I SOLDI non DEVE aspettare AUTORIZZAZIONE.

TUTTO QUESTO VALE ANCHE IN CASO DI ASSEGNAZIONE DELLA CASA PER SEPARAZIONE. La moglie…è come se fosse inquilino…

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