Per MOBBING si intendono tutti quei comportamenti vessatori, provocatori, denigratori.

Le sopraffazioni, umiliazioni, l’isolamento. Insomma tutte quelle situazioni (che qui ho semplificato)che portano a grave stress il soggetto che li subisce, spesso rendendo insostenibile la situazione.

ATTENZIONE PERÒ IL MOBBING non è reato. Ed è proprio questo che lo rende così insidioso, difficile da dimostrare. La “bravura” di chi lo esercita è proprio quella di non “scivolare” nel penale.

Ma ANCHE SE NON È UN REATO è un COMPORTAMENTO ILLECITO CHE PERMETTE A CHI LO SUBISCE  di chiedere il risarcimento del danno.

Era l’anno 2000 quando la CORTE D’APPELLO DI TORINO introduceva,  praticamente per la prima volta, il MOBBING nell’ambito familiare. Il continuo “svalutare” la moglie con amici e parenti, la non “cooperazione” del marito, il non prendere in considerazione le scelte e le volontà della moglie etc ,hanno fatto si che i GIUDICI ADDEBITASSERO al marito la SEPARAZIONE.

Un passo importante, seguito negli anni anche dalla Cassazione che nel 2017 con ordinanza.21296 ha sancito il MOBBING FAMILIARE in un caso di un marito, i cui comportamenti avevano indotto la moglie ad andarsene.

Il fenomeno ha un suo riconoscimento, questo è importante, perché oltre ai reati veri e propri, esistono forme di PREVARICAZIONE che portanol’altro a perdere prima di tutto la propria AUTOSTIMA, e i danni spesso sono più profondi e indelebili di uno schiaffo, in un ambito, la famiglia dove LA PARITÀ NON DOVREBBE MAI ESSERE MESSA IN DISCUSSIONE.

La strada è lunga…ma almeno è stata aperta.

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