Argomento sempre un pochino confuso  quando poi si affronta una separazione.

Tutti sappiamo che una coppia quando di sposa sceglie il regime patrimoniale:

SEPARAZIONE DEI BENI

COMUNIONE DEI BENI.

Questa scelta comporta che ciò che i coniugi acquistano durante il matrimonio, riescono a risparmiare  investire etc…deve essere diviso al 50% a prescindere dai singoli contributi dei coniugi. Anche perché se ad esempio una moglie decide di stare a casa, accudire figli, pensare alle faccende, questo permette  al marito di lavorare, guadagnare e risparmiare. La donna quindi FORNISCE UN GRANDE CONTRIBUTO. Se poi viene comprata la CASA  piuttosto che l’auto…o si investono soldi è giusto che il tutto sia diviso al 50%.

LA LEGGE STABILISCE PERÒ DELLE ECCEZIONI art. 179 c.c

beni personali 

a) i beni di cui, prima del matrimonio, il coniuge era proprietario o rispetto ai quali era titolare di un diritto reale di godimento

b) i beni acquisiti successivamente al matrimonio per effetto di donazione o successione, quando nell’atto di liberalità o nel testamento non è specificato che essi sono attribuiti alla comunione

c) i beni di uso strettamente personale di ciascun coniuge ed i loro accessori (cioè di beni che non si prestano ad un uso comune, come vestiti, ma anche gioielli, pellicce, etc.)

d) i beni che servono all’esercizio della professione del coniuge, tranne quelli destinati alla conduzione di un’azienda facente parte della comunione

e) i beni ottenuti a titolo di risarcimento del danno nonché la pensione attinente alla perdita parziale o totale della capacità lavorativa

f) i beni acquisiti con il prezzo del trasferimento dei beni personali sopraelencati o col loro scambio, purché ciò sia espressamente dichiarato all’atto dell’acquisto.

Come vedete, le esclusioni non sono poche…quindi ATTENZIONE ai nostri affari….perché la romantica lettura di QUEL CHE È TUO…È MIO….QUEL CHE È MIO È TUO..

Spesso è più insidiosa di quanto si pensi, e al momento opportuno lascia l’amaro in bocca…e un pugno di mosche in mano.