Chi in un matrimonio si dedica completamente o prevalentemente alla cura della famiglia, dei figli. Acquisisce, in caso di divorzio, il diritto all’assegno.

Lo ribadisce la Cassazione con la sentenza 6002/2022 ricordando che l’assegno divorzile ha SEMPRE anche funzione compensativa e perequativa. Chiaramente deve essere fatta una valutazione comparativa delle condizioni economiche e patrimoniali dei coniugi. MA DEVE ESSERE ACCERTATO E VALUTATO l’apporto dato alla famiglia, alla formazione del patrimonio familiare e di ciascuno dei coniugi, senza trascurare la durata del matrimonio e l’età del coniuge richiedente. L’assegno deve garantire inoltre al beneficiario il raggiungimento dell’autosufficienza economica in concreto, senza dimenticare le aspettative di carriera trascurate.

QUANTE DONNE SMETTONO DI LAVORARE PER ACCUDIRE I FIGLI, QUANTE DONNE SCELGONO LA FAMIGLIA ALLA CARRIERA. SCELTE FATTE SEMPRE IN COMUNE, MA CHE POI SONO UN BOOMERANG QUANDO IL MATRIMONIO FINISCE. 

Non deve essere così, la donna che si dedica alla famiglia, apporta un grande contributo. Peccato che ancora molti Giudici non lo riconoscano e che si debba arrivare in CASSAZIONE…Ma come si dice meglio tardi che mai…

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