La CASSAZIONE ha dichiarato (17449/25): ” la “latitanza” del genitore nella quotidianità dei figli si paga anche economicamente, perché incide nella definizione della cifra da versare”.
Non solo, e questo è ancora più interessante, ha chiarito che “va considerato che il padre non provvedeva mai al mantenimento diretto delle ragazze, perché queste rifiutavano di incontrarlo”.
Anche questo, purtroppo specie nell’adolescenza è un comportamento comune dei ragazzi. E a quell’età HANNO IL DIRITTO DI SCEGLIERE.
Ma paradossalmente i padri…sentendosi offesi, vorrebbero addirittura pagare meno…
Ebbene no…anzi devono pagare di più!!
Segna un punto di svolta culturale e giuridico. La Suprema Corte, di fatto, “monetizza” il disimpegno genitoriale, stabilendo che il vuoto lasciato da un genitore assente deve essere, almeno in parte, compensato da un maggiore contributo economico.
Si chiama TASSA SULL”ASSENZA che come LATITANZA AFFETTIVA ha un costo.